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ESMA: addio opzioni binarie e forti limiti al trading CFD

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Una decisione dura ma che era nell’aria da tempo: l’ESMA, agenzia europea che si occupa di regolare i mercati finanziari, ha finalmente deciso di prendere in considerazioni misure importanti contro il mercato delle opzioni binarie e del trading CFD. Due mercati altamente speculativi, che usano tutt’ora strategie di marketing molto aggressive per accaparrarsi spesso e volentieri clienti che mai prima d’ora hanno fatto trading online.

Dopotutto, vi avevamo già avvertito molto tempo fa che il mercato delle opzioni binarie era un mercato poco sicuro, dove era molto facile cadere vittime di una truffa. Anche l’European Securities and Markets Authority (ESMA) è arrivata alla stessa conclusione, decidendo proprio di mettere una fine al trading di opzioni binarie e a tutti gli operatori coinvolti in questo strano mercato.

Anche il mercato dei CFD però viene colpito dalle nuove misure restrittive, sempre per tutelare gli investitori. Vediamo qui di seguito le restrizioni decise dall’ESMA e che cosa cambierà nel corso dei prossimi mesi.

ESMA: niente più opzioni binarie

Il mercato delle opzioni binarie è sempre stato un mercato “particolare”, ma ormai il suo tempo è finito. Le opzioni binarie, introdotte a inizio 2010, si spacciavano come innovativo strumento di trading pensato proprio per i trader alle prime armi. Le premesse erano queste: con le opzioni binarie dovevi scegliere se il prezzo di un asset (scelto da te) sarebbe aumentato o calato entro un determinato periodo di tempo (sempre scelto da te).

  • Se la tua previsione si rivela corretta, guadagni il “Payout”, una cifra fissa in percentuale sul capitale investito
  • Se la tua previsione si rivela sbagliata, perdi il capitale investito

Ma quanto era possibile guadagnare con le opzioni binarie? I broker offrivano ritorni “alti”, tra il 70-90% dell’investimento. Qui dovrebbe suonare il primo campanello d’allarme: un investimento che ti permette di guadagnare sempre meno di quello che investi non è quasi mai un buon investimento.

Eppure i broker di opzioni binarie utilizzavano proprio questo punto per dimostrare come con le opzioni binarie fosse facile controllare il rischio. Un trader si poteva scegliere l’asset, la scadenza, l’importo da investire, e già sapere il potenziale guadagno (e perdita). Qui invece spunta il lato “oscuro” delle opzioni binarie, che nessun broker mai spiegava ai suoi clienti: i guadagni del broker equivalevano alle perdite dei clienti, e viceversa.

I broker di opzioni binarie agivano tutti da market maker, forse anche un po’ troppo “liberamente”: spesso e volentieri quando determinati asset prendevano direzioni decise, preferivano abbassare le percentuali di guadagno dei clienti (che scendevano anche al 60%), oppure bloccare proprio la possibilità di investimento su quegli asset (altrimenti i clienti avrebbero guadagnato troppo “facilmente”).

Tanti sono stati i broker truffa nel corso degli anni, soprattutto durante i primi 2-3 anni di vita del mercato delle opzioni binarie quando non c’era bisogno di avere licenze finanziarie per gestire un broker di opzioni binarie. Capitava di trovarsi davanti truffe vere e proprie, dove i broker manipolavano i prezzi di mercato a loro favore, o peggio ancora investivano i soldi dei clienti (a loro insaputa) per farli perdere direttamente e guadagnare subito il loro capitale.

Insomma, un broker di opzioni binarie era tale e uguale ad un casinò. Sommiamo a tutto ciò il fatto che i broker utilizzavano forme di pubblicità molto aggressive verso i potenziali clienti, dove promettevano centinaia (se non migliaia) di euro di guadagno facile e rapido, cercando proprio nuovi clienti in coloro che nono conoscevano minimamente i mercati finanziari.

Analizzata la situazione, l’ESMA ha sottolineato il grosso conflitto di interessi che veniva a crearsi tra un broker di opzioni binarie e i potenziali clienti, oltre alla forte disparità tra capitale investito e rendimento previsto ed ovviamente le pratiche spesso scorrette di marketing aggressivo. Senza scordarsi le migliaia di segnalazioni di clienti truffati da broker di opzioni binarie.

ESMA: trading CFD fortemente limitato

Se le opzioni binarie sono state proibite, il trading CFD sarà ancora disponibile: ma l’ESMA ha imposto forti restrizioni. Anche in questo caso la decisione è stata presa per tutelare gli interessi degli investitori. I CFD permettono di fare trading su svariati tipi di asset, permettendo ai trader di iniziare ad investire anche con cifre piccolissime (come 200 – 500 euro).

Come è possibile? Grazie all’utilizzo della leva finanziaria. Tramite la leva, un trader può muovere un capitale nettamente superiore a quello realmente posseduto. Banale esempio: utilizzando la leva 100:1 (una delle più comuni) è possibile investire €10.000 con soli €100. I broker CFD offrono differenti tipi di leve: dalle più basse (2:1, 5:1, 10:1) a quelle più alte (100:1, 200:1 e a volte anche 400:1!).

 

Insomma, con la leva è possibile aumentare esponenzialmente i propri guadagni, così come le proprie perdite. Su quest’ultima parte spesso i broker CFD tendevano a “tacere”, mettendo più in risalto le grosse leve finanziarie offerte e il basso capitale richiesto per iniziare ad investire nel trading CFD.

L’ESMA ha fortemente criticato la mancanza di trasparenza dei CFD e anche le pratiche scorrette di pubblicità da parte dei broker. Si tratta di prodotti finanziari in realtà molto complessi che vengono però spacciati come investimento alla portata di tutti. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Infatti, durante il periodo di analisi dell’ESMA, si è constatato come il 74-89% dei conti dei clienti che fanno trading CFD sia in perdita, per cifre che in media vanno dai 1600 euro fino ai 29.000 euro. Il motivo di tutta questa debacle è semplice: la stragrande maggioranza dei clienti dei broker CFD è composta da trader inesperti con poca o nessuna conoscenza dei mercati finanziari.

Queste sono quindi le misure risolutive che l’ESMA ha deciso di introdurre per il mercato dei CFD in Europa:

  • Limitazione della leva finanziaria disponibile partendo da un minimo di 2:1 fino ad un massimo di 30:1
  • Protezione da saldo negativo per i conti dei clienti
  • Chiusura automatica al raggiungimento del margine in base al conto del cliente
  • Limitazione degli incentivi offerti per negoziare CFD (come i famosi “bonus” che i broker spesso e volentieri regalano a potenziali clienti per invogliarli ad iscriversi)
  • Un avviso dei rischi armonizzato e più dettagliato, contenente anche la percentuale delle perdite sui conti degli investitori al dettaglio del fornitore di CFD

ESMA: misure restrittive doverose

La domanda sorge spontanea: tutti noi che facciamo trading azionario o trading forex, sapevamo bene fin dall’inizio che le opzioni binarie erano una truffa in tutto e per tutto. E che invece il trading CFD era una forma estremamente rischiosa di investimento.

In entrambi i casi poi, bastava farsi una ricerca su internet e un giro sui broker di opzioni binarie e CFD per vedere come questi broker puntavano ad attirare sempre clientela inesperta, e non trader professionisti.

Perciò: queste decisioni dell’ESMA non arrivano un po’ troppo tardi? Probabilmente si, considerando che molti altri enti di controllo (dei singoli paesi europei) si erano già espressi a riguardo (specialmente per le opzioni binarie, già bandite in Francia da tempo per esempio). Molte sono state le persone che hanno perso i propri risparmi per colpa delle opzioni binarie o il trading CFD.

Specialmente per tutte quelle pratiche scorrette di marketing portate avanti (chi di noi non ha ricevuto la classica chiamata di un call center di un broker CFD o di opzioni binarie?). Finalmente però si è giunti ad una decisione netta e doverosa nel confronto di questi due mercati.

Ricordiamo che le decisioni dell’ESMA vengono rivalutate su base trimestrale, quindi le restrizioni qui spiegate dureranno per tre mesi. Passato questo periodo, l’ESMA ha il potere di estendere ulteriormente queste restrizioni (decisione molto probabile a nostro parere).


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