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ICO criptovalute: investimento del futuro o truffa epocale?

ico truffa
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Probabilmente ne avrai già sentito parlare: il fenomeno delle ICO di criptovalute ha preso il sopravvento in questi ultimi anni. Nell’appena passato 2017, le ICO hanno raccolto 40 volte più capitale che nel 2016: per una cifra totale equivalente a circa $6 miliardi di dollari. Cifre importanti, per progetti importanti (o almeno cosi si presuppone).

Le ICO, abbreviazione di “Initial Coin Offering”, riescono ad attrarre decine e decine di migliaia di investitori da tutto il mondo. Si parla sia di investitori istituzionali, sia di investitori privati o di semplici appassionati al mondo delle criptovalute. Le potenzialità di guadagno spesso sono enormi per chi entra nell’investimento alle prime fasi: basta pensare alla famosa criptovaluta Ethereum, che ha portato ad un profitto di oltre il 10.000% per chi ha investito fin dall’inizio.

La domanda sorge spontanea: conviene investire nelle ICO? Davvero sono opportunità così facili da cogliere e che possono portare a profitti così importanti? Oppure magari, ci sono dei rischi dietro di cui non si parla?

ICO come funzionano

Le ICO sono essenzialmente un mezzo di crowfunding basato sulle criptovalute, che serve alle startup per raccogliere fondi su progetti legati al mondo della blockchain e al mercato delle criptovalute. Si può dire che sono simili alle IPO, le Initial Pubblic Offering, dove una società decide di quotarsi in borsa e gli investitori possono comprarne le azioni in anticipo.

cos'è una ico

Nel caso delle ICO però gli investitori non comprano titoli azionari. In questo caso, si investe denaro (tramite criptovalute, ovvero pagando in Bitcoin, Ethereum o altra criptovaluta) per ricevere come contraccambio dei token di una nuova criptovaluta. Già, perché ogni ICO introduce una nuova criptovaluta sul mercato, legata ovviamente ad un determinato progetto.

La startup utilizza i fondi raccolti dalla ICO per sviluppare il progetto proposto, e solo al completamento del progetto (o parte di esso) vengono distribuiti i token agli investitori. Viene spontaneo chiedersi: come si guadagna con una ICO?

Semplice: una volta che la nuova criptovaluta viene quotata sul mercato, gli investitori saranno liberi di venere la loro parte comprata con largo anticipo. Ed ovviamente, se si tratta di un progetto valido che ha suscitato l’interesse del mercato, una volta che la criptovaluta sarà quotata sul mercato ci sarà altra gente che vorrà acquistarla, e quindi il valore aumenterà (facendo guadagnare gli investitori iniziali che ne avranno comprate grosse quantità a prezzi bassissimi).

migliori ico

Dopotutto il mercato delle criptovalute è molto volatile: questi asset possono aumentare o diminuire di valore nel giro di poche ore. Basti pensare che recentemente il Bitcoin ha guadagnato $1000 di valore in circa 30 minuti di trading! Più in generale, il mercato delle criptovalute viene visto come un mercato per “facili guadagni”. Anche perché si sono avvicinati tantissimi investitori non esperti, che non sanno minimamente come funziona il mercato finanziario.

ICO Truffa: come riconoscerne una

Sfortunatamente il fenomeno delle ICO ha portato alla nascita di un altro fenomeno: le ICO truffa. Per capirlo, bisogna analizzare il mercato delle ICO. Si tratta di un tipo di investimento particolare. Per essere precisi:

  • Chiunque può investire sulle ICO in tutto il mondo
  • E’ garantito un forte livello di anonimato dato che i pagamenti vengono fatti in criptovalute
  • Molti sono gli investitori alle prime armi che non hanno mai investito prima d’ora un euro
  • E’ un mercato dove è veramente possibile fare enormi profitti (anche se ovviamente non si tratta nella normalità ma di certi casi)
  • Le startup che decidono di lanciare una ICO non devono sottostare a regolazioni stringenti o subire controlli

come funziona ico

Se sommiamo tutte queste caratteristiche, si capisce facilmente perché le ICO sono diventate un vero e proprio terreno di caccia per i truffatori. Lanciare una ICO infatti è molto più semplice di quello che sembra, e spesso e volentieri non richiede nemmeno grossi costi. Inoltre, i truffatori possono facilmente garantirsi l’anonimato grazie ai pagamenti effettuati in criptovalute e ad internet.

Sono infatti molti i team di sviluppo dietro i progetti delle ICO che decidono di non rivelarsi al pubblico: ciò significa che ci sono investitori che danno il proprio denaro a sconosciuti. O potenziali tali. Perché a volte l’identità viene svelata: basta creare la classica pagina “chi siamo” sul sito della ICO, e poi riempirla con profili falsi e creati ad hoc per la truffa.

Inoltre non ci si può nemmeno fidare troppo della rete. I truffatori possono tranquillamente comprare profili su i più famosi forum di criptovalute con il solo scopo di utilizzarli per spargere notizie positive riguardo al loro progetto e la loro ICO. O ancora più semplicemente creare tanti account fasulli spacciandosi per persone diverse che si sono interessate al progetto e hanno deciso di investire.

ico truffa

Anche i siti internet e i portali specializzati sul mercato delle criptovalute non sono una sicurezza. Molti di questi siti ospitano tranquillamente qualsiasi tipo di notizia. A volte si fanno pagare per sponsorizzarla, altre volte accettano semplicemente tutti i comunicati stampa di società che operano nel campo delle criptovalute. Ciò significa che potrete imbattervi in articoli non scritti dalla redazione del sito, ma da terzi (perciò non c’è imparzialità nel testo).

Insomma, il mondo delle ICO è un mondo pieno di rischi per gli investitori mentre i truffatori riescono ad avere sicuramente vita più semplice rispetto ad altri tipi di business o mercati. Anche perché molti degli investitori sono persone senza esperienze nel settore e che possono essere quindi facilmente raggirate. Proprio come dimostreremo nel prossimo paragrafo dove ti mostreremo le tre ICO truffa più clamorose.

1. Benebit – $2,7 – $4 milioni sottrati dimostrano che non bisogna mai credere alle apparenze

La criptovaluta Benebit è l’esempio perfetto di come è facile abbindolare migliaia e migliaia di investitori utilizzando solamente una buona idea unita ad un design accattivante. L’ICO di Benebit infatti sembrava avere tutte le carte in regola per diventare un progetto serio e affidabile.

Benebit voleva creare un unico sistema di fidelizzazione per clienti, una sola piattaforma per unire sistemi differenti: un progetto mai visto prima d’ora e che aveva le sue potenzialità. Il sito di Benebit era davvero ben fatto: facile da usare, con un design e grafiche impeccabili, pieno di informazioni. Anche il Whitepaper, ovvero il documento tecnico di una criptovaluta, era stato scritto dettagliatamente.

benebit ico

Il team dietro Benebit diceva di aver speso circa mezzo milione di dollari in marketing ed erano molto attivi sia nei social (avevano un canale Telegram seguito da 9000 follower), sia nei forum principali di criptovalute. Insomma, avevano portato avanti una “recita” perfetta.

Ma come ogni truffa, il castello di carte era destinato a cadere prima o poi. Il colpo di grazia a Benebit è arrivato quando qualche utente si è accorto che i profili Linkedin presenti sulla pagina di presentazione del team dietro Benebit erano in realtà tutti falsi. I profili erano stati creati ad-hoc, mentre le foto erano state prese da un banale sito di immagini stock gratis.

benebit truffa

Oltre a ciò alcune persone, assunte da Benebit per gestire la community nata dietro la criptovaluta e le pagine Social, scoprirono che alcuni dettagli dei passaporti forniti dagli sviluppatori di Benbit per fare dei pagamenti erano falsi. Così in breve tempo i truffatori dietro Benebit scomparirono portandosi dietro il bottino guadagnato in quei mesi.

L’ICO truffa di Benebit dimostra come non basta una buona idea per essere certi di trovarsi davanti ad un progetto valido. Internet garantisce un alto livello di anonimato a potenziali truffatori, che come in questo caso non ci hanno messo niente a creare dei profili falsi sui Social e un buon sito internet.

2. PonziCoin – $250.000 di “investitori” scapestrati

Come ti abbiamo detto, il mercato delle criptovalute ha attratto centinaia di migliaia di investitori alle prime armi e l’esempio di questa ICO truffa ti farà capire meglio il livello, molto basso, di questi nuovi investitori. Stiamo parlando dell ICO di “PonziCoin”.

Suona qualche campanello d’allarme? Beh, pensiamo proprio di si: Ponzi è il nome della famosa truffa, ovvero lo “schema Ponzi”. Una truffa dove guadagnano solo i pochi che entrano all’inizio, mentre tutti gli altri sono condannati a perdere il loro investimento. Si tratta di una truffa dove si investe una determinata somma con la promessa di un certo ritorno mensile fisso.

ponzicoin ico

Inoltre, i truffatori ci invogliano a convincere altre persone ad investire, perché per ogni persona portata dentro la truffa (a nostra insaputa) guadagneremo commissioni mensili più alte. Si tratta di un sistema dove i rendimenti mensili vengono pagati dai truffatori tramite i soldi investiti, mentre loro si tengono tutto il resto del gruzzolo.

Premesso ciò, la storia dietro la ICO di Ponzicoin sarebbe davvero “divertente” se delle persone non avessero perso realmente del denaro. La prima ICO truffa nata sotto il nome di Ponzicoin aveva colpito nel 2014, portandosi a casa sui $7000 dollari in Bitcoin. Una cifra che oggi vale circa $2 milioni di dollari.

A fine 2017 è nata una nuova ICO di PonziCoin: si trattava di uno scherzo fatto da uno sviluppatore, dove in ogni parte del sito internet c’era scritto che si trattava di una truffa e che gli investitori non avrebbero mai ottenuto indietro il loro investimento. Tutte le pagine del sito erano scritte in tono sarcastico: addirittura prima di confermare un investimento appariva una schermata che diceva chiaro e tondo che si stava investendo in una truffa, non una ICO reale.

ponzicoin truffa

Credici o no, ma la finta ICO di Ponzicoin ha raccolto circa $250.000 dollari! La situazione era sfuggita di mano allo sviluppatore, che infatti ha subito chiuso il sito lasciando solo una pagina dove spiegava le sue intenzioni, che lui in realtà non voleva truffare nessuno e infatti, a quanto dice, avrebbe bloccato tutti i wallet dove ha ricevuto gli investimenti (per poi restituirli ai legittimi proprietari).

3. Pincoin & Ifan: $660 milioni per la più grande ICO truffa nel mercato delle criptovalute

Due ICO diverse, un solo team di truffatori: stiamo parlando delle criptovalute Pincoin e Ifan, entrambe basate in Vietnam. Si tratta della truffa più grande nella storia delle criptovalute che è riuscita a rubare circa $660 milioni di dollari da oltre 32.000 investitori. Una truffa che ha spinto il governo del Vietnam a prendere misure dure, come il vietare agli istituti finanziari di processare transazioni con criptovalute e da poco hanno reso illegale l’utilizzo di criptovalute per gli acquisti online.

Ma anche queste due truffe possono dimostrare che spesso basta davvero poco per evitarle. Entrambi i progetti non sembravano affidabili a prima vista. Pincoin prometteva un ritorno mensile del 40% sul proprio investimento, e anche in questo caso invogliava i propri investitori a cercare nuove persone per farle investire sul progetto (promettendo ritorni più alti a seconda del numero di persone convinte).

pincoin truffa

Per non parlare del proprio sito internet, dove Pincoin si spacciava come una fondazione non-profit mentre sul sito utilizzava immagini e grafiche che richiamavano al lusso (come quella della Lamborghini da mezzo milione di dollari qui sopra). E la ciliegina della torta riguarda l’identità degli sviluppatori: dicevano che l’avrebbero rivelata solo quando loro avrebbero ritenuto necessario, e nel frattempo ringraziavano gli investitori per la loro “fiducia” nel progetto.

Così come sul sito di Pincoin, anche sul sito di Ifan l’identità degli sviluppatori era tenuta nascosta. In entrambi i casi non esisteva una pagina dedicata al team di sviluppo, in entrambi i casi sul sito non veniva scritta la sede legale e l’indirizzo della società, così come il numero di telefono per contattarli (lasciavano solo un banale indirizzo email). Inoltre il sito di Ifan era composto solo da una pagina, l’homepage, e nient’altro.

ifan truffa

Nonostante tutto ciò, i truffatori dietro queste due ICO si son portati a casa circa $660 milioni di dollari, una cifra record. A Febbraio 2018 avevano fiutato che la loro truffa stava per essere scoperta, e quindi hanno chiuso la loro unica sede in Vietnam (non rinnovando il contratto d’affitto mensile dell’ufficio) per poi scappare con il bottino.

ICO criptovalute: quindi conviene davvero investire?

Questi che ti abbiamo mostrato sono solo tre degli esempi più eclatanti di ICO truffa nel mondo delle criptovalute, ma possiamo assicurarti che ci sono molte più truffe in giro. Alcune già smascherate, altre invece tutt’ora in corso (e magari di cui nessuno è a conoscenza).

Di certo, se si ha intenzione di investire su una ICO (che ricordiamo essere un tipo di investimento ad alto rischio) è bene come minimo fare tutto il possibile per accertarsi di non cascare in una truffa. Qui di seguito puoi leggere dei consigli a riguardo:

  • Il sito è sviluppato male e certe pagine non funzionano (se gli sviluppatori non sono in grado di organizzare un sito, come possono gestire un progetto grande e complesso come quello di una criptovaluta?)
  • Sul sito si fanno promesse di profitti sicuri esorbitanti, o più in generale di profitti assicurati
  • Il sito offre sostanziose commissioni se si fanno entrare altre persone nella ICO
  • Il sito utilizza immagini molto spinte sul tema della ricchezza (macchine di lusso, yacht, ville, belle ragazze, hotel, bella vita in generale, etc…)
  • Troppi richiami ad altre società e tecnologie, senza spiegazioni concrete del proprio progetto
  • Elenco di giornali e trasmissioni senza link che rimandano ai relativi articoli o servizi (basta poco a fare la foto al logo di un giornale e poi inserirlo sul proprio sito, come se tale giornale avesse parlato bene della ICO)

ico criptovalute

Ovviamente poi rimane il punto più importante di tutti: la trasparenza dietro il team di sviluppo di una ICO. Se non c’è trasparenza, perché fidarsi di qualche anonimo e donargli anche cifre sostanziose per lavorare su un fantomatico progetto?

Se proprio quindi hai intenzione di investire su una ICO, il consiglio che possiamo darti è di informarti. Investire su qualcosa che non si conosce aumenta esponenzialmente il rischio di sbagliare investimento. Dedica molto tempo ad analizzare l’ICO su cui hai intenzione di investire, e per maggiore sicurezza, ricorda di investire sempre cifre contenute e che puoi permetterti di perdere. Proprio perché il mercato delle criptovalute è un mercato estremamente volatile, anonimo e pieno di insidie.


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